Modernità – 1

Parallelamente alla lettura di Popper, e come leggera introduzione alla lista di lettura di critica alla modernità e al progresso ho riposato la mente con questo piccolo scritto di Turris.


Racchiude spunti interessanti quando si toglie di dosso la patina di una certa destra arrabbiata, frustrata dall’ondata liberale che ha travolto questo paese, come altri del Vecchio Continente, dagli anni 90. E benché capisca l’amarezza di vivere in un paese in cui nessuna destra reale si sia ricostruita dopo la caduta della DC, questo utilissimo e in certi punti molto fine saggio di ripresentazione del pensiero di Evola tra gli altri, applicato alla modernità di oggi, partenza di un nuovo ciclo di progresso come lo fu quello che diede vita alle riflessioni che esso cita, perde e si perde in invettive e sarcasmi contro “la Sinistra” e vi si ritrova a volte un qualunquismo politico.


Per me tutto parte dal dover togliere da filtro primario della nostra ottica sul mondo che ci circonda,quello dell’economia (capitalismo, sì, consumismo in alcuni casi). Il primo passo per passare attraverso questo eccesso di balzi in avanti, che non è più la modernità di Popper, scoperta e avanzamento ma al contrario stagnazione concettuale .


Tanti passi del libro discutono delle derive di Internet e dei social media, non ho molto da commentare, De Turris le affronta con la perfetta dose di critica e realismo.





Segue bellissimo passaggio sul come gli utenti di un social si erigono a critici e giudici di materia culturale.


Vi lascio con queste parole, sintesi assoluta di quello che una massa acritica diventa. Morta.

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