I primi dell’anno

Dopo aver finito i bilanci (ma davvero, bilanci su 365 giorni? La vita in fondo bisognerebbe misurarsela almeno sul quinquennio), di solito si iniziano i propositi.


Tutti vogliono un anno straordinario che porti loro rivoluzione, stupore, meraviglia, grandiosi eventi, l’amore (con la A maiuscola e la tripla m).

Ecco, io che di rivoluzioni ne ho fatte tante nel 2017 vorrei che non succedesse niente. 

Ma nulla proprio. Trovarmi al 31 dicembre con come unici eventi maggiori dell’anno il passaggio di Mathilde alla scuola materna e l’inizio delle elementari di Elizabeth. 

Un anno pieno di lavoro, uscite da scuola, giorni di riposo in compagnia, sali minerali da palestra, sushi improvvisati madre-figlia, borse per la piscina, borse per danza, borse per le gite al museo, pile di giornali, pile di libri,passeggiate al verde, passeggiate nelle gallerie di Torino, di Milano, di Napoli, budini fatti in casa, latte e cioccolata, macarons,pittura a dita, acquarelli, tempere, film persi al cinema da guardare a tarda notte sul computer, film rivisti per la 300esima volta, crema per le mani alla mandorla, olio per capelli alla mandorla, angoli di caffetterie, terrazze di caffetterie…

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