Fetish

What’s yours?

Because mine is to watch Breaking Bad just to look at Albuquerque’s sky.

I miss this place so much.

I swear I’ll get back there when Mathilde will hit six because it is for me the most beautiful place on Earth. 

Apart from that, the heat came along this month of May, we’re trying to adjust.

That end of school year is not like ant any other. I still don’t feel prepare for El to start elementary school in September. In between we have to move on to the new house and I don’t feel ready for that either. Can we just skip directly to Christmas? 

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13 years

It was around Christmas I guess, reason why I was around Naples at the time. My cousin Nicholas was a kid and my aunt convinced me to go the movies with them, him being scared, to see a pirates movie.

Man if I love adventure. So it was greater and greater with every passing minute. I fell in love with Elizabeth which is pretty rare since I almost always have things to say about womem characterization in movies and books. But not only that. We finally had true adventure back on screen when the last ones may have been Indiana Jones (Disney Again) and Jurassic Park (Spielberg tho).

Love, piracy, honor, treasures, legends, sea, rhum, beaches, the Indian Eastern Company, identity, intelligence, outcasts…

It was all so perfect. And it lasted so.

Along with The Dead Man’s Chest and At The End Of The World, everything went even more glorious and in my advice nothing beats Elizabeth speech at the last battle.
You will listen to me! LISTEN! The other ships will still be looking to us, to the Black Pearl, to lead, and what will they see? Frightened bilgerats aboard a derelict ship? No, no they will see free men and freedom! And what the enemy will see, they will see the flash of our cannons, and they will hear the ringing of our swords, and they will know what we can do! By the sweat of our brow and the strength of our backs and the courage in our hearts! Gentlemen, hoist the colors



I am usually not fond of love stories, especially the established ones, but the one between Elizabeth and Will is just the imperfect perfect. While he loved her since forever she has a last moment of hesitation while searching for him after the delay of their marriage. She thinks to be attracted by Jack but she is in fact attracted by the part of herself she doesn’t want yet to admit.

Piracy is inside of you. Elizabeth had been a pirate since childhood, she just didn’t understand it wasn’t fascination over others, but intime search.

The tragic in their separation while Will goes to his fate of leading the Flying Dutchman has always always made me cry rivers.

So watching the end of Salazar was just too emotional to bare.

So yes. Here I stand, after 13 years. 

Ah l’amour des livres

Torino è una citta di cultura. Torino e il Jazz Festival. Torino e il Film Festival. Torino e il MiTo. Torino e le sue fondazioni e pinacoteche. Torino e Portici Di Carta. Torino e le sue bellissime rassegne.

Io ho scelto Torino perché è una vecchia signora, saggia, vestita con gusto, che beve il tè mentre la modernità le passa di fianco senza mai smuoverle le piume del cappello. 

Ho scelto Torino perché non è degenerata. Non è eccesso, non è corsa, non è moda, non è fenomeni.

Ho scelto Torino per le piccole cose, per il chilometro 0 effettivo, per i contadini del canavese al mercato, per le tradizioni che nessuno lascia morire, nemmeno i giovani, per la sua solidità e storia conservata e riproposta sempre.

Ho scelto Torino perché mi sembra Parigi ma senza il terzo millennio.
Milano con le sue idee, è stata spesso e questa volta ancora, il figlio arrogante di Torino, che insulta il padre e pensa di poter innalzarsi con la prepotenza, per poi rendersi conto che il mondo che lo circonda preferisce la forza tranquilla dei padri allo scalpitio dei loro figli.
Slow lover

Momenti off 

Momenti Pop

Amicizie indissolubili 

Amori eterni

Robette 

Cocktail di chiusura

Libri comprati

Libri regalati 

Libri per micro lettori 

About mothers

Every story is different. 

This is the first picture with my mom. 

Thank you for every day.

Thank you for the simple fact of giving me the chance to actually have a mother.

Beauty and calm


Here’s a detail on Number 1A 1948 from Jackson Pollock. 

Some days you just need to celebrate love, life, beauty in its more sincere and calm representations.

Like Aristocratic places.

Like Flowers.

Like Reflections.

Like the Simplicity of my favorite.

Cheers to life, cheers to whatever makes you happy, cheers for achievements and cheers for the loved one who walk by our side.

Giulia e Clementino

Passare, saltare di lettura in lettura, anche e soprattutto se letture si distanziano e quasi si contraddicono.

Giulia è un demone strisciante, lei non è una donna depressa, lei è la depressione, la materializzazione in carne ed ossa della depressione di Silone. E questo lo si sente, dalle prime pagine, ben prima della nota dell’autore che chiude il volume e che la descrive come l’alter ego immaginario e per questo libero dalla storia di Silone.

Giulia è il malessere innato e rivelatosi senza causa alcuna, che nemmeno la psicanalisi, nemmeno l’immenso Jung può guarire. “Vada da un prete”, perché il prete perdona, anche le colpe del solo pensiero, ed estirpa la colpevolezza che ammuffisce l’anima. Ma la confessione richiede una colpa, un atto o un pensiero che Giulia non ha. È anzi l’assenza il male di Giulia, l’assenza di un problema, di un trauma, di un errore, il camminare a fianco della vita da spettatrice, amante (nel senso fisico) non amante (nel senso sentimentale), genitrice non madre.

Dove le colpe di Silone sono coscienti, presenti, reali, negate o no ma pur sempre materiali, quelle che causano il dolore della sua (parte) Giulia risiedono nella sua nascita stessa. Il mal de vivre di un tempo che la psicanalisi ribattezzò depressione e di cui definì gli argini si annida potenzialmente in ogni vita, anche la più vacua di drammi come può esserla quella di Giulia, tra tennis, sci, un padre amorevole, l’Europa, il lusso, la possibilità di scrivere senza necessità di sostentarsi.

È una Giulia-mostro che Gallini racconta attraverso uno dei tempi più mostruosi della storia Europea, dove descrive questo gruppo di rivoluzionari o presunti tali, scrittori, finanziatori, pittori, che nei saloni borghesi svizzeri bevono champagne, un anno prima dell’ascesa di Hitler, parlano di architettura e analisi Junghiana, e affrontano loro stessi, ripiegati, ego-centrati, incapaci di attuare rivoluzioni umane ed interiori, lontani miliardi di anni dalla possibilità di un atto comune di ribellione al nazionalsocialismo. Una galleria di individualità viziate che lasciano scorrere la storia, tra una seduta di analisi e un tè servito in livrea.

E sennò ho appena iniziato il libro di Clementino.

On the matter of people’s strangeness 

It’s six and an half in the morning and I’m on a train. I just finished a beautiful, beautiful book, I’m reading the newspaper and wondering why do people have such ability to disregard what’s appropriate or not on the matter of food habits. The other day I went to a coffee shop, ordered a coffe and then asked for some eventual gluten free sweet. I was answered “we also have a large choice of vegan ones”. I wondered how could someone compare a diet choice with a health condition that wouldn’t allow a specific gamme of products.

Then some days later I came across an article about how gluten free diet was starting to be a trend, then again, in the “lifestyle” section of the newspaper. Well. Being celiac is not a lifestyle, it is not a choice, it is very serious malabsorption condition. My child would be underweight and underdeveloped since we figured out what her problem was. And I would suffer tremendous muscles and ligatures pain for years along with being subjected to very heavy medical treatment before I came to know that my Behçet disease was the result of being celiac without knowing it.

So who on its right mind would generalize that the gluten free living is a trend? Gluten free products are not only extremely expensive but also for the most, not particularly tasteful. Anyone who has try them once know it. Gluten free bread is for the most unbeatable. Same for a lot of other products. 

So it irritates me lot to have pair with the vegan diet, which I know loads about, having being vegan for six and more years, back when it wasn’t fashion at all, all costed lot and you were looked at as an alien or a complete moron. Being vegan a choice, being on gluten free diet is not, let alone if you’re stupid enough to subject yourself to such treatment for masochist purposes.

All that been said, I’m planning two days in Venice for the Biennale.

La noia e l’assenza di noia


È rarissimo ch’io abbandoni un libro, frutto semplicemente del saper scegliere titoli che so già di poter apprezzare. Poi però a volte ti capita qualcosa tra le mani e ci provi. Certo, già immaginavo sarebbe stato un’insuccesso. Una ragazzina agiata romana che butta il telefonino nel fiume e scappa a Berlino, incontra solo uomini e viene descritta come quell’etereo che sempre mi ha infastidito nei personaggi femminili…

E quindi mi sono annoiata presto. E visto che non sono di quella razza che legge libri e ne dice poi del male, non perdo tempo, scarto e vado avanti.

L’avanti, dopo una divertente parentesi con il Dizionario della Stupidità di Odifreddi, mi ha portato ad una bellissima scoperta.


Scritto con una maîtrise du language eccezionale, è un testo con così tanti livelli di lettura dal richiedere diverse riletture e messe a confronto in determinati passi. 

Una Francia con Garcia e con Bosc si dimostra un paese che da ancora valore alle Lettere e alla Lingua, alla costruzione del testo stesso, oltre il contenuto e riporta alla luce quei testi dei quali ti fermavi a rileggere, due, tre, dieci volte, la stessa frase, semplicemente perché era bella. 

Piccola incursione narrativa in un periodo quasi esclusivamente d’essai. 

Oui 

I have picked wild rosesFar into september

But I had no one to give the flowers to

I needed a celebration

A September coronation

And I admitted to myself I needed you
I’ve watched the gentle winds change

The colors shades of meadows

Ive seen the dew on flowers that had no name

But I let my vase stay empty like my lonely empty heart

Picking flowers for yourself is not the same
Don’t you think its come our time to be together

Lets gather up our scattered words of love and make them rhyme

Let’s go pick some flowers and fill our empty vases

Don’t you think its come out time
Would you take this small bouquet that leaves a fragrance on my fingers

And a feeling that your love is close at hand

Thank you for the flowers, now lets walk through the meadows

Through the brook where our demands caress the sand