Piccole avventure Romane

L’altro ieri ero nei pressi di Piazza Venezia dopo aver camminato tutta la mattinata, faceva caldo, c’erano troppi turisti in pantaloncini, ho deciso di andare a Rione Monti a pranzare in bel posto che conosco, lontano dalla folla.

Guardo l’itinerario sul telefonino, 22 minuti a piedi e 21 con l’87 preso proprio in Piazza Venezia. Sono le 11.53, il pullman è previsto alle 12.04. Immagino una certa flessibilità oraria ma decido di prenderlo. 

Sono passati esattamente 5 bus della linea 64 (e va bene va in Vaticano sarà rinforzata), 6 della linea 40, 3 della 60, 4 autobus diretti in due distinti ospedali e due 72.

Solo dopo tutti questi passaggi, una signora romana arriva al mio fianco e mi chiede “scusa ma per caso è passato l’87? O l’81?”

“No appunto lo aspetto da mezz’ora”

“No perché c’è stata una perdita d’acqua in corso Rinascimento e c’è una deviazione ma non capisco dove fermi”

Mi fa vedere l’app dell’azienda trasporti che annuncia, testuali parole:

“Causa danno idrico Viale Risorgimento le linee 80,81,87 (e altro) vengono deviate in uscita Corso Vittorio Emanuele II, in entrata Via Cavour”

Capiamoci. Non lo capiva lei che la prende tutti i giorni quella linea, figuriamoci io che sì, conosco sia il corso che la via ma che non ho la minima idea del percorso della linea 87.

Da un 40 scende un gruppo di controllori, decidiamo di chiedere a loro. 

“Ah quindi c’è qualcosa, vedi” dice una al suo collega. Nessuno di loro è in grado di capire l’indicazione di deviazione data sull’app. Una di loro decide di usare il controllo satellitare, si scopre che 81 e 87 stanno ormai arrivando, probabilmente il corso è stato riaperto. 

Un signore si mette ad urlare che sono 90 minuti che aspetta l’87, lui ovviamente l’app non ce l’ha, avrà 70 anni, il biglietto nel frattempo gli è scaduto e di allagamenti e deviazioni non sapeva nulla.

Prendo l’87, faccio le mie misere 5 fermate, attraverso i giardini in salita, infine arrivo al Carrè Monti. Sono le 13.33.

Adesso, ovviamente sarei dovuta andare a piedi. Ovviamente gli imprevisti possono accadere. Ovviamente quello che ne penso di una capitale con marciapiedi collassati in buche d’acqua durante un’estate di siccità non merita neppure dissertazione. 

Ma il vero problema è la comunicazione. O più esattamente la mancanza di. Perché non è possibile che nel 2017 a Roma, capitale d’Italia, capitale della cristianità, capitale del turismo mondiale oserei dire, in un interscambio tanto importante quanto Piazza Venezia, non ci siano i tabelloni ettronici che non solo permettono di dare informazioni sul traffico e i passaggi delle linee ma permettono anche di segnalare eventuali deviazioni o comunicazioni che un cittadino (e peggio ancora, un turista) DEVE poter avere per gestire i propri spostamenti in città.

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